Il pianeta si salva da solo

Pillola #3 del 19 AGOSTO 2026

La Terra può sopravvivere benissimo senza di noi. La domanda è se noi riusciremo a vivere altrettanto bene sulla Terra. Sembra una sfumatura. È tutto il problema.

PRINCIPIO ATTIVO

«non dobbiamo salvare il Pianeta»; «La Terra si salva da sola fregandosene del genere umano»

Roberto Vannacci, Il mondo al contrario, cap. II, «L’ambientalismo», paragrafo che inizia con «Analogamente, la Natura non ha pulsioni umane…».

Traduzione dal vannaccese

Il Pianeta non è un anziano signore da accompagnare al pronto soccorso. Ha superato glaciazioni, eruzioni, meteoriti ed estinzioni di massa. Supererà anche noi. Geologicamente, l’argomento non fa una piega.

Il trucco è nella domanda. Nessuno cerca di salvare la sfera rocciosa che gira intorno al Sole. Le politiche climatiche servono a proteggere le condizioni che permettono agli esseri umani di abitare quella sfera: città, raccolti, acqua, coste, salute, ecosistemi. La Terra continuerà a ruotare anche con Venezia sommersa e la Sicilia assetata. Non è detto che per noi sia una consolazione.

Vannacci, per la verità, riconosce sia l’impatto dell’uomo sia l’accelerazione del cambiamento climatico. Scrive persino: «Siamo noi che dobbiamo salvarci!». Il negazionismo viene lasciato fuori dalla porta, ma fatto rientrare dalla finestra sotto forma di caricatura: da una parte il pragmatismo, dall’altra i «Talebani dell’ambientalismo», gli «ecologisti della domenica» e i nostalgici dell’età delle caverne.

Controllo di realtà

L’IPCC afferma che le attività umane hanno inequivocabilmente causato il riscaldamento globale e che ogni ulteriore frazione di grado aumenta rischi, perdite e danni. Non dice di scegliere fra adattamento e riduzione delle emissioni. Dice che servono entrambi.

C’è poi un errore concreto. Nel libro si sostiene che, avendo impiegato circa 150 anni per aumentare la temperatura, occorrerebbe almeno lo stesso tempo per apprezzare gli effetti di una riduzione delle emissioni. L’IPCC indica invece che tagli profondi, rapidi e duraturi produrrebbero cambiamenti percepibili nella composizione dell’atmosfera entro pochi anni e un rallentamento riconoscibile del riscaldamento in circa vent’anni.

Adattarsi è indispensabile. Ma l’adattamento ha limiti fisici, economici e sociali. Più si rinvia la mitigazione, meno possibilità restano. Non è una religione della Natura. È gestione del rischio.

Effetti indesiderati

L’assunzione prolungata può indurre a confondere la sopravvivenza geologica della Terra con la sicurezza di chi la abita. Il Pianeta, in effetti, si salverà da solo. Quanto a noi, sarebbe prudente evitare di affidarsi al suo senso materno.

FONTI DI VERIFICA

IPCC, Climate Change 2023 – Synthesis Report

IPCC, Adaptation is essential, but must go hand-in-hand with mitigation

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