EGONU, ITALIANA CON RISERVA

Pillola #11 del 27 AGOSTO 2026

Il passaporto certifica la cittadinanza, ma il volto dovrebbe superare un esame davanti agli affreschi. È l’italianità con clausola estetica: valida finché il cittadino somiglia al ritratto scelto dall’esaminatore.

PRINCIPIO ATTIVO

«Anche se Paola Egonu è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità.»

Roberto Vannacci, Il mondo al contrario, cap. IV, paragrafo che inizia con «La mia società, quella in cui sono nato…».

TRADUZIONE DAL VANNACCESE

La cittadinanza viene ammessa e subito retrocessa. Sì, italiana nei documenti; no, non abbastanza italiana nell’immagine. Il diritto resta alla scrivania dell’anagrafe, mentre la vera appartenenza sarebbe decisa da un controllo facciale applicato alla storia dell’arte.

Gli affreschi, i quadri e le statue diventano così una specie di banca dati biometrica nazionale. Peccato che non siano un censimento: raffigurano santi, committenti, aristocratici, contadini idealizzati, corpi simbolici e canoni estetici di epoche diverse. Se li usassimo come fototessera collettiva, una quantità considerevole di italiani nati da italiani finirebbe allo sportello «somiglianza non pervenuta».

La distinzione non è innocua. Se il cittadino può essere dichiarato non rappresentativo a causa dei tratti somatici, esistono cittadini pieni e cittadini con riserva iconografica. I primi incarnano la nazione; i secondi possono al massimo indossarne la maglia.

CONTROLLO DI REALTÀ

Paola Egonu è nata a Cittadella. Le schede ufficiali di Volleyball World indicano nazionalità italiana e squadra Italia. Con la nazionale ha vinto l’oro olimpico a Parigi 2024 ed è stata nominata migliore giocatrice del torneo; nel 2025 ha contribuito anche al titolo mondiale dell’Italia.

Non sono prove necessarie della sua italianità: sono soltanto la dimostrazione dell’assurdità di metterla in dubbio.

La prova necessaria è molto più semplice: la cittadinanza è uno status giuridico, non un incarnato. L’articolo 3 della Costituzione riconosce a tutti i cittadini pari dignità ed eguaglianza davanti alla legge senza distinzione, tra l’altro, di «razza», lingua e religione.

Un volto italiano non è quello che assomiglia a un affresco. È il volto di una cittadina italiana. Il resto è un concorso di bellezza etnica senza base giuridica, ma con conseguenze sociali molto concrete.

EFFETTI INDESIDERATI

Vedere una campionessa in azzurro e continuare a fissare il colore. Se la maglia non basta, il problema non è il corpo dell’atleta: è il colorimetro dello spettatore.

Fonti: profilo ufficiale, MVP olimpica 2024, Mondiali 2025, Costituzione, articolo 3.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

archivio

Vita da boomer Nuova Stagione

Previous Story

MULTICULTURALISMO OBTORTO COLLO

Next Story

IMMIGRATO O INVASORE

Latest from Blog

Le foto del genocidio abbellite e colorate

Vice, il gruppo media internazionale costretto a scusarsi e a rimuovere le foto ritoccate delle vittime di Pol Pot In queste ore in Cambogia sta facendo molto discutere il caso della testata

CaroCOVIDiario

Nel pieno del lockdown, mentre stavamo ancora rinchiusi e attaccati ai social più del solito, leggevo il diario che tutti i giorni Amedeo postava sulla sua pagina Facebook. Man mano che i

La sicurezza e il tabù della sinistra

I reati complessivi calano, ma la paura cresce. La destra occupa da anni il tema della sicurezza, mentre la sinistra appare ancora incerta. E così ogni episodio di cronaca diventa una rendita

Liberisti col portafoglio degli altri

La proposta di riforma della medicina generale arriva mentre mancano già migliaia di medici di base e la sanità diventa sempre più a pagamento. Il paradosso? Chi ha meno rischia di perdere

Quell’11 settembre

«Dov’ero quel giorno che…». Venticinque anni dopo l’11 settembre, il ricordo personale di una giornata che cambiò il mondo e di un ritorno a New York, un anno più tardi, per raccontare

Quando la politica compra l’elettore

Cinquemila dollari in cambio di una vittoria repubblicana. Trump porta all’estremo un meccanismo che conosciamo bene anche in Italia: trasformare paure, bisogni e fragilità degli elettori in promesse monetarie.

La strage ignorata del 7 ottobre

«Dite loro di aspettarsi un terremoto». Secondo un’inchiesta israeliana, Netanyahu avrebbe ricevuto un avvertimento esplicito prima del 7 ottobre. Non è la prova di un complotto, ma rende inevitabile una domanda: cosa

La Sardegna come l’Albania

Dopo i centri per migranti in Albania, il governo sceglie la Sardegna come principale polo italiano del carcere duro. Fino a 250 detenuti al 41-bis, circa un terzo del totale nazionale. E

Il filo nero che attraversa le nostre fragilità

Una famiglia distrutta dalla disperazione di fronte alla disabilità. Un partito tedesco che propone di separare i bambini disabili nelle scuole. Nel mezzo, l’Europa che vira a destra e una domanda: cosa

Ascolta il mio Podcast

Go toTop