SANGUE, SUOLO E RADICI

Pillola #13 del 29 AGOSTO 2026

La patria viene chiusa in una formula genealogica. Ma quando il sangue entra nella definizione politica della nazione, il cittadino rischia di uscirne.

PRINCIPIO ATTIVO

«Il sangue, il suolo, le radici e la tradizione […] continuano ad avere il loro perché!»

Roberto Vannacci, Il mondo al contrario, cap. VIII, paragrafo che inizia con «No! Non sono cittadino del mondo.».

TRADUZIONE DAL VANNACCESE

La frase ha il fascino delle cose lasciate apposta nel vago. Sangue di chi? Quante generazioni servono? Quale suolo, se i confini cambiano? Quali radici, tra comuni, regioni, dialetti, migrazioni interne e famiglie miste? E soprattutto: chi decide quale tradizione è autentica e quale è una contaminazione recente?

Il vantaggio della formula è proprio non rispondere. Permette di riconoscere l’italiano «vero» a intuito e di spostare ogni volta l’asticella. Il cittadino naturalizzato può avere il passaporto, parlare la lingua, lavorare, votare, crescere figli e osservare le leggi; basterà evocare sangue e radici per ricordargli che qualcun altro possiede il certificato di autenticità.

La storia e le tradizioni contano, naturalmente. Ma una cultura è un’eredità da conoscere e trasformare, non un esame ematico. Se diventa una gerarchia tra cittadini, la tradizione smette di essere memoria e diventa dogana.

CONTROLLO DI REALTÀ

L’ordinamento italiano riconosce la discendenza come uno dei criteri di acquisto della cittadinanza. Non è però l’unico: la normativa prevede anche beneficio di legge, naturalizzazione, matrimonio e ipotesi residuali legate alla nascita sul territorio. Soprattutto, una volta acquisita, la cittadinanza non viene graduata in base alla genealogia.

L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge. L’articolo 54 indica il terreno comune: fedeltà alla Repubblica e osservanza della Costituzione e delle leggi. Nessun gruppo sanguigno, nessun test dei nonni, nessuna commissione per la purezza delle radici.

La patria costituzionale non cancella storia, lingua o memoria; impedisce che vengano usate per fabbricare cittadini di serie A e di serie B. Il sangue può descrivere una parentela. Non misura la quantità di Repubblica presente in una persona.

EFFETTI INDESIDERATI

Confondere l’albero genealogico con l’ordinamento dello Stato. Le radici tengono in piedi gli alberi; i cittadini, per fortuna, camminano.

Fonti: Ministero degli Affari esteri, Costituzione, articolo 3, Costituzione, articolo 54.

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