Il governo italiano giustifica il sostegno acritico a Israele con la retorica della difesa dell’unica democrazia in Medio Oriente. La nostra analisi rivela invece che la vera base dell’alleanza è una profonda vicinanza ideologica, fondata sul nazionalismo etnico, la xenofobia anti-Islam e l’adozione di politiche autoritarie e identitarie. L’appoggio al blocco di Netanyahu non è un atto di difesa dei valori democratici, ma un’operazione strategica per legittimare l’agenda dell’estrema destra in Europa, celando le sue radici antidemocratiche e l’antisemitismo storico dietro il nuovo fronte islamofobo.
Dietro il Muro: L’Asse Identitario tra Destra Italiana e Governo Netanyahu
La retorica ufficiale del governo italiano sostiene che l’appoggio incondizionato a Israele sia motivato dalla difesa dell’unica democrazia in Medio Oriente. Tuttavia, un’analisi incrociata delle posizioni ideologiche della destra italiana e della coalizione di governo guidata da Benjamin Netanyahu smaschera questa narrazione, rivelando invece una profonda e preoccupante vicinanza ideologica fondata su nazionalismo etnico, xenofobia e pratiche politiche che richiamano i metodi dell’estrema destra.
La vicinanza non è un caso diplomatico, ma l’espressione di un asse identitario internazionale che si serve di Israele come strumento per legittimare la propria agenda anti-immigrazione e identitaria.
La Sostituzione Ideologica: Dalla Fiamma Antisemitismo all’Islamofobia
Il principale fattore di saldatura ideologica tra la destra italiana (in particolare partiti con radici post-fasciste come Fratelli d’Italia) e la destra israeliana è l’uso strategico dell’Islamofobia come vettore politico.
- “Restyling” della Destra Europea: I partiti di destra europei hanno un passato ingombrante di antisemitismo, in parte ereditato dalle collaborazioni con il nazismo e dalle ideologie neofasciste. Per ripulire la propria immagine e accreditarsi nel contesto internazionale, hanno adottato la strategia di presentarsi come i “migliori amici di Israele”.
- Deviazione dell’Odio: Questa mossa permette di condannare formalmente l’antisemitismo, deviando contemporaneamente il bersaglio dell’odio politico. L’antisemitismo storico viene così sostituito, o mascherato, da una forte e militante islamofobia.
- Il Ponte Anti-Islam: L’alleanza con il blocco Netanyahu si fonda sulla condivisione di una narrativa di “scontro di civiltà” in cui Israele è visto come l’avamposto occidentale e militarizzato contro il presunto “pericolo islamico” (immigrazione in Europa, nazionalismo palestinese in Medio Oriente). È un’alleanza tattica che permette alla destra italiana di legittimare la propria retorica xenofoba sotto la bandiera del “sostegno alla democrazia”.
Nazionalismo Etnico e Metodi da Estrema Destra
La vicinanza ideologica tra la destra italiana di governo e la coalizione di Netanyahu si manifesta nella pratica attraverso l’adozione di un nazionalismo etnico e xenofobo che richiama metodi autoritari e segregazionisti:
- Identità contro l’Altro: Entrambi i blocchi mettono al centro una politica identitaria che esalta il “noi” nazionale a discapito di un “loro” interno ed esterno. Per la coalizione israeliana, questo si traduce nel sostegno a pratiche che promuovono l’espulsione e l’oppressione della popolazione palestinese, configurando un nazionalismo etnico e razzista.
- Complicità Morale e Metodi Fascistoidi: L’appoggio incondizionato del governo italiano a Netanyahu, anche di fronte ad azioni definite di “ostinazione a uccidere indiscriminatamente” i civili palestinesi, è interpretato da ampi settori dell’opinione pubblica e dell’opposizione come una “complicità ideologica”. Tali azioni sono accusate di configurare pratiche assimilabili al “terrorismo puro” (come l’uccisione di innocenti per fini politici o di conquista) e di “punizione collettiva” contro il popolo palestinese, metodi che richiamano politiche non democratiche e autoritarie.
- Antisemitismo di Base Non Scomparso: Parallelamente al supporto ufficiale a Israele, in Italia persistono circoli neofascisti e neonazisti che sono apertamente antisemiti. Inoltre, l’antisemitismo è risultato essere “molto diffuso” tra i militanti delle organizzazioni giovanili di alcuni partiti di destra, rivelando che l’odio antiebraico è semplicemente stato celato, non eliminato. La condanna all’antisemitismo della destra appare quindi come un’ipocrisia strategica in contrasto con le sue radici e con la retorica identitaria di base.
Smascherare la “Democrazia”: Vicinanza di Metodo, Non di Valori
Affermare che l’appoggio a Israele sia unicamente in difesa dei “valori democratici” è una distorsione retoricache ignora l’evidente affinità con i metodi e le politiche dell’estrema destra israeliana:
| Narrazione Ufficiale (Appoggio “Democratico”) | Smascheramento (Vicino Ideologico-Etnico) |
| Motivo: Israele è l’unica democrazia nella regione. | Realtà: La vicinanza è con il blocco nazionalista etnico e razzista di Netanyahu. |
| Motivo: Condanna di ogni forma di antisemitismo. | Realtà: L’antisemitismo è sostituito dall’islamofobia, creando un ponte ideologico comune con la destra israeliana. |
| Motivo: Difesa dei principi occidentali. | Realtà: Difesa di politiche basate sulla xenofobia e sul nazionalismo identitario, che sono in contrasto con i principi democratici universali. |
La vera base dell’asse Roma-Gerusalemme, sotto i governi di destra, non è la democrazia liberale, ma il nazionalismo illiberale. È una vicinanza fondata sulla paura dell’altro, sul tribalismo politico e sulla volontà di conservare il potere attraverso l’ossessiva difesa di un’identità etnica o culturale, a costo di accettare pratiche violente e segregazioniste.