La dedica sembra aprire le porte. In realtà chiude il cerchio: prima si costruisce la normalità, poi si sistema il resto dell’umanità nella categoria degli altri.
PRINCIPIO ATTIVO
«Ecco, questo libro è dedicato a tutti gli altri!»
Roberto Vannacci, Il mondo al contrario, apertura del libro, dopo l’elenco introduttivo delle tesi dell’autore.
TRADUZIONE DAL VANNACCESE
«Tutti gli altri» sembra una formula inclusiva. Ma arriva dopo una sequenza in cui diritti, differenze, immigrazione, ambiente, linguaggio e legittima difesa vengono presentati come segni di un mondo capovolto. Gli altri sono dunque quelli che non si riconoscono nel progresso raccontato dagli avversari dell’autore: la presunta maggioranza silenziosa che finalmente trova una voce.
Il meccanismo della serie è ormai visibile. Si prende una preferenza e la si chiama normalità. Si prende chi non vi rientra e lo si chiama eccezione. Se l’eccezione chiede pari diritti, diventa privilegio; se contesta un insulto, diventa censura; se conserva una differenza, diventa mancata integrazione; se non si integra secondo un esame senza regole, diventa invasore. Persino la morte può diventare responsabilità esclusiva di chi l’ha subita.
È così che «gli altri» crescono fino a comprendere quasi tutti: donne che non accettano il ruolo assegnato, persone omosessuali visibili, cittadini dalla pelle non conforme al quadro, stranieri, ambientalisti, poveri non abbastanza colpevoli, vittime non abbastanza prudenti. Resta al centro un solo soggetto: chi decide il criterio.
CONTROLLO DI REALTÀ
La democrazia costituzionale parte dal principio opposto. L’articolo 2 riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, come singolo e nelle formazioni sociali. L’articolo 3 attribuisce pari dignità a tutti i cittadini e obbliga la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano libertà ed eguaglianza. La persona viene prima della casella in cui la maggioranza vorrebbe sistemarla.
La maggioranza governa, ma non fabbrica la dignità umana e non distribuisce certificati di normalità. I suoi limiti non sono una sconfitta della democrazia: sono ciò che impedisce alla vittoria elettorale di trasformarsi nel diritto di ridurre gli altri a ospiti, anomalie o bersagli.
L’articolo 54 chiede a tutti i cittadini fedeltà alla Repubblica e osservanza della Costituzione e delle leggi. È un patto comune, non un albero genealogico. Nella Repubblica non esiste un retrobottega per «tutti gli altri»: se esiste, vuol dire che qualcuno ha già spostato fuori dalla porta l’articolo 3.
EFFETTI INDESIDERATI
Scambiare la maggioranza per la verità e la nostalgia per un programma. Se il sintomo persiste, rileggere l’articolo 3: la Repubblica non ha «altri». Ha persone.
Fonti: Costituzione, articolo 2, articolo 3, articolo 54.